Siamo immersi in un mondo che reclama indipendenza, libertà, autonomia. Parlare di un Dio assolutamente sovrano appare fuori luogo. Infatti una delle domande più comuni per contrastare questa dottrina è che, se Lui fosse davvero perfettamente sovrano,  come mai nel mondo accadono fatti drammatici, malattie e disastri umani? Se Dio è sovrano perché permette le disparità tra le persone? Perché lascia che la sofferenza entri nella nostra vita con tutto il suo carico di violenza e dolore? Queste sono obiezioni più che giuste. E credo sia doveroso cercare delle risposte

 

La sua definizione

Isaia 45 illustra chiaramente questa dottrina. E lo fa attraverso domande molto profonde:

11 Dice il Signore, il Santo di Israele, che lo ha plasmato: «Volete interrogarmi sul futuro dei miei figli e darmi ordini sul lavoro delle mie mani?

Se ti stai chiedendo “Signore ma cosa stai facendo?”, Isaia risponde che non c’è bisogno di interrogarLo e darGli ordini! Lui è Dio, non è tenuto a dare risposte su ciò che è e ciò che fa, perché, v.12:

 ho fatto la terra e su di essa ho creato l’uomo; io con le mani ho disteso i cieli e do ordini a tutte le loro schiere.

Dio è l’autore della vita e di ogni cosa che abita l’universo. Se c’è qualcosa o qualcuno che deve dare risposte, quello non sono Lui.

Questo è ciò che dice il Signore di sé stesso. Potrebbe sembrare un discorso duro. Difficile da accettare. Tuttavia se Lui è il Dio descritto al v.12, se Lui, nella sua libertà, sovranità e potenza ha deciso di fare la terra e creare l’uomo, è giusto che siamo NOI quelli ad adeguare la nostra prospettiva su di Lui! Ed è chiaro, dunque,  che questi versetti ci portano a considerare la sovranità di Dio come quell’attributo in forza al quale Egli compie ciò che vuole secondo il potere che ha in sé stesso!

 

Le conseguenze sul piano universale

Fissiamo per un momento questa definizione nella nostra mente. E domandiamoci: se veramente Lui è così, quali conseguenze genera questa prospettiva?

  • Lui è sovrano su tutto. questo è ciò che dice il v.1:

 

Dice il Signore del suo eletto, di Ciro: «Io l’ho preso per la destra, per abbattere davanti a lui le nazioni, per sciogliere le cinture ai fianchi dei re, per aprire davanti a lui i battenti delle porte e nessun portone rimarrà chiuso.

Chi è Ciro? Ciro è Colui che il Signore ha scelto per abbattere le nazioni, per sciogliere le cinture ai fianchi dei re (cioè per togliere loro il potere), e per scardinare le fortezze e le città. Isaia sta dicendo che il Signore ha preso quest’uomo per compiere il suo volere sulla storia del mondo di quegli anni.
Il v.2 rincara la dose e dice che Dio stesso gli avrebbe spianato le asperità del terreno (cioè reso facile il cammino) perché conquista fosse fatta!
E il v.3 gli fa eco dicendo che Dio stesso gli avrebbe dato tesori e ricchezze.
Dio è sovrano su tutto. Sovrano sulla storia, sovrano sulla geopolitica, sovrano sulle città, sovrano sui campi di battaglia, sovrano sulle famiglie e le persone coinvolte nelle decisioni di questo re. Il Signore dirige la storia, la piega al suo volere. E Ciro è il suo eletto che compirà il suo volere.
Quando pensiamo alla sovranità di Dio dobbiamo pensarla non tanto come un ideale. Non è che a Dio piacerebbe governare. No! Lui governa eccome! E la storia si piega al suo volere.

E il Signore continua:

7 Io formo la luce e creo le tenebre, faccio il bene e provoco la sciagura; io, il Signore, compio tutto questo. 8 Stillate, cieli, dall’alto e le nubi facciano piovere la giustizia; si apra la terra e produca la salvezza e germogli insieme la giustizia. Io, il Signore, ho creato tutto questo».

9 Potrà forse discutere con chi lo ha plasmato un vaso fra altri vasi di argilla? Dirà forse la creta al vasaio: «Che fai?» oppure: «La tua opera non ha manici»? 10 Chi oserà dire a un padre: «Che cosa generi?» o a una donna: «Che cosa partorisci?».

Sono parole che non necessitano di commento: Il Signore fa tutto ciò che vuole perché è sovrano su tutto! v.7, Sovrano sulla luce, così come sulle tenebre. Sovrano sul bene così come sulla sciagura. v.8 Sovrano sul cielo e sulla giustizia e sulla salvezza. Perciò se consideriamo attentamente il v.9 capiamo bene che sarebbe una follia presumere di discutere con un Dio così: Dirà forse la creta al vasaio: «Che fai?»

Dio è sovrano su tutto. Sovrano sul tempo, la storia, la natura, sul suo popolo, sui malvagi. Lui è il Dio d’Abrahamo, Mosé, Davide, Geremia, Pietro, Paolo, ma è anche Dio di Nabucodonosor, di Ciro, di Alessandro, di Nerone, di Giulio cesare, di Napoleone, di Mussolini, di Hitler, di Stalin, Kim Jong-un, di Draghi, così come di ogni cosa che colpisce la nostra vita. Egli è Colui che mette ad effetto tutta la sua volontà!

C’è una vera e propria rivoluzione quando si pensa a Dio in questo modo! Pensiamo a quanto troppo spesso si perde tempo a pensare ai complotti. A quanto troppo spesso ci scandalizziamo quando pensiamo alle trame dei potenti. Bill Gates che fa questo perché immanichato con quell’azienda farmaceutica…Zuckerberg che tramite i social ci controlla…Il main stream che non fa emergere la verità…Basta! Torniamo alla sovranità di Dio! Torniamo a rasserenare il nostro cuore e riappacificare la nostra mente pensando alla pervasività della sua signoria! Le cospirazioni, i complotti, le trame, le verità nascoste, lasciamole a chi vuole perdere tempo dietro a vanità. Torniamo invece al Signore dei Signori. Al Re dei re! Torniamo alla visione di questo grande Dio che Isaia descrive come essere il più grande benefattore che il mondo ha mai conosciuto!

C’è conforto quando si pensa che neanche un atomo nella natura può prendere il sopravvento! Non è solo qualcosa che orienta la nostra adorazione (perché non c’è nessuno come Lui), ma è anche qualcosa che sostiene in mezzo alle prove. E’ vero che saremo esposti a prove molte dure nella nostra vita, ma se Dio è il sovrano qui descritto, allora non ci sarà alcun male che opererà al di fuori dell’opera che lui vuole compiere in noi. Nulla accade per caso. Il fatto che sei qui e non da un’altra parte non e senza senso.

  • Lui è sovrano nell’amore. Se dunque Lui è sovrano su tutto, per quale ragione dice queste cose riguardo a Ciro? Per quale ragione agisce in questo modo? Il v.4 ci aiuta a trovare ragione:

 

Per amore di Giacobbe mio servo e di Israele mio eletto io ti ho chiamato per nome, ti ho dato un titolo sebbene tu non mi conosca.

 

Per amore del mio popolo io faccio questo. Per le promesse con cui mi sono legato a loro, io, caro Ciro, ti ho chiamato per nome e ti ho dato un titolo (sebbene tu non mi conosca). E poco più avanti, al v.13, continua dicendo:

 

13 Io l’ho stimolato per la giustizia; spianerò tutte le sue vie. Egli ricostruirà la MIA città e rimanderà i MIEI deportati, senza denaro e senza regali», dice il Signore degli eserciti.

 

Io ho scelto Ciro perché Egli compi per me il restauro della vita di coloro che amo. E così è stato. L’editto di Ciro permise al popolo di Israele di ritornare dalla deportazione. Queste parole furono scritte molto tempo prima della nascita di Ciro. Quindi non solo il Signore prevede o promette, ma compie. Mette in atto!

E’ per amore che il Signore esercita la sua sovranità. Se non ci fosse un Dio così pieno di amore, non ci sarebbe alcuna speranza di gioia in questa vita! L’amore di Dio che Isaia descrive non è sottoposto a sentimenti fragili e transitori. Pure l’amore dei nostri genitori a volte viene messo alla prova, ma Lui è sovrano nell’amore e ciò che può sembrare impossibile, come il cambiare la vita di coloro che sono senza speranza è possibile! Egli ricostruirà la MIA città e rimanderà i MIEI deportati, senza denaro e senza regali. Cirò farà questo, senza bisogno di alcun denaro o regalo.

E’ un amore a cui non si può mettere un argine. E’ incontenibile. Quanto abbiamo bisogno di assaporare la dolcezza e la forza esplosiva di questo amore! E’ l’amore (e non il denaro o qualunque altra forma di interesse) che lo spinge a fare del bene al suo popolo!

A volte si ha la sensazione che Dio non capisca. Che sia lontano dai problemi di questo mondo o, peggio ancora, indifferente a ciò che accade. Ma guardiamo queste parole. Tutto trasuda amore! Tutto ciò che accade è ricolmo di amore! Dio è sovrano su tutto e sovrano nell’amore!

 

Le conseguenze sul piano personale

Pensare al Signore in questo modo è molto importante! Vero che certe cose rimangono inspiegabili per noi, tuttavia non lo sono per Lui. La nostra vita in questo mondo segue un binario ben preciso. C’è un piano, una volontà, una sovranità, uno scopo che sono molto più grandi di noi e a cui ci è chiesto di avere fede.
Il mondo fa fatica a rispondere adeguatamente ai mali della vita. La Bibbia invece risponde che proprio in questo Dio sovrano, è possibile trovare speranza. Ecco perché essere persuasi della grandezza assoluta della sovranità di Dio ha delle conseguenze sul piano personale:

 

  • Accogliere la sovranità di Dio esalterà la bellezza della sua grazia nella nostra vita.

 

v.15 Veramente tu sei un Dio nascosto, Dio di Israele, salvatore. 16 Saranno confusi e svergognati quanti s’infuriano contro di lui; se ne andranno con ignominia i fabbricanti di idoli. 17 Israele sarà salvato dal Signore con salvezza perenne. Non patirete confusione o vergogna per i secoli eterni».

 

Il Signore riporta le parole che le persone diranno a Ciro quando lo incontreranno. In Lui vedranno un uomo governato dalla volontà di Dio stesso. Ecco perché essi diranno: veramente tu sei un Dio nascosto v.15, un Dio che si muove da dietro, un Dio che agisce non visto. Ma questo comportamento (che a un occhio superficiale potrebbe sembrare inopportuno) non lo induce a nascondersi. Anzi dice di essere proprio il Dio di Israele! Il Dio che si è legato al suo popolo con corde di amore. Dice di essere il salvatore loro. Non un qualunque salvatore. Ma proprio il salvatore di questo popolo miserabile! Lui è il Dio che sceglie di agire non visto, tuttavia è un Dio che non scioglie i suoi legami di grazia!

E’ un Dio nascosto, ciò nonostante è il salvatore di coloro che soffrono la lontananza e l’abbandono (questo è il senso del brano. Ciro era stato suscitato perché emanasse l’ordine di far rientrare a casa coloro che erano stati allontanati da Israele e messi sotto giudizio). Se Lui è veramente questo Dio, sovrano nei suoi pensieri e sovrano in tutte le sue azioni, allora, come abbiamo appena letto, non ci sarà problema che non saprà risolvere. Non ci sarà peccato a cui Lui non saprà porre rimedio.

 

  • Accogliere la sovranità di Dio ci insegna a vivere per vera fede.

 

La sua sovranità mostra la bellezza del suo amore, ma anche, v.16, la furia verso chi si oppone a Lui: saranno confusi e svergognati quanti s’infuriano contro di lui. Lui è un Dio che sceglie di agire in modi non sempre chiari. E chi lo rifiuta si ritroverà a rimangiarsi quello che ha detto. Oh quanto è facile giudicarlo con parole spregiudicate! Quanto è facile additarlo senza riconoscere che la nostra visione di insieme che non va oltre il nostro naso!

William Cowper, uno dei più grandi poeti inglesi, nel 1773 compose il suo poema “Light Shining Out Of Darkenss” (luce che brilla dalle tenebre) dopo una crisi depressiva bestiale in cui tentò pure il suicidio. Egli era credente. Fragilissimo fisicamente e psicologicamente, tuttavia fu un prolifico autore di poemi e inni cristiani. Lui era un caro amico di John Newton il pirata e negriero divenuto pastore che compose tantissimi inni tra cui appunto amazing Grace (stupenda grazia).
Quell’anno la sua sofferenza fu così acuta, che ci volle parecchio tempo prima che si ristabilisse un pochino. Ma in quel periodo di crisi nera, scrisse queste parole:

Non si giudichi il Signore tramite un senso debole, ma confidate in lui per la sua grazia;
Dietro una provvidenza che pare essere accigliata, Egli nasconde un volto sorridente.

I suoi propositi matureranno velocemente, anzi si dispiegano ogni ora;
Il germoglio può avere subito un sapore amaro, ma il frutto sarà dolcissimo.

La cieca incredulità sbaglierà sicuramente, e scruta il suo lavoro invano;
Ma Dio è l’interprete di sé stesso, e al momento giusto manifesterà chiaramente la sua opera.

Queste non sono parole leggere. Sono parole che confermano quanto sia difficile avere tutte le risposte in mano pronti e via. Tuttavia ci insegnano che non si può scrutare l’opera del Signore con i nostri sensi deboli e con la nostra visione miope delle cose. Si può solo andare avanti confidando sul fatto che, al momento opportuno, il germoglio amaro fiorirà e il frutto da mangiare sarà dolcissimo! Questa non è illusione. Questa è fede! Fede nel fatto che le parole del v.17 sono anche per noi:

 

Israele sarà salvato dal Signore con salvezza perenne. Non patirete confusione o vergogna per i secoli eterni».

 

Israele sarà salvato dal Signore (in persona) con una salvezza che non avrà mai fine! Chi è Israele? Qualcuno potrebbe leggere queste righe pensando che si stia parlando di Israele inteso come popolo etnico…giusto da un punto di vista storico, tuttavia è in Cristo che queste parole assumono il loro significato ultimo e più profondo! Se Lui è il salvatore, addirittura migliore di Ciro, che interviene per salvare i peccatori lontani e perduti, capiamo che questo Israele può certamente riferirsi (in senso spirituale) a tutto il popolo della fede. Ovvero tutti coloro che saranno coinvolti dalla sua salvezza eterna! Se ci fermassimo solo al popolo etnico queste parole non avrebbero alcun senso per noi oggi. Non ci sarebbero di alcun aiuto. Invece in Cristo, possiamo vedere che queste parole giungono anche noi (che eravamo ben peggio di Israele)! Non patirete più confusione o vergogna per i secoli eterni. Cristo è venuto a compiere in noi queste parole!

Avere fede nella sovranità di Dio significa appropriarsi di queste parole. Crederle vere anche per noi. Credere che abbiamo un disperato bisogno, non di una pezza o di un medicinale palliativo, ma di un salvatore che ci salvi di una salvezza perenne e tolga la confusione e la vergogna per sempre!

E la stessa cosa viene ripetuta ai v.21-22:

 

Non sono forse io, il Signore? Fuori di me non c’è altro Dio; Dio giusto e salvatore non c’è fuori di me. 22 Volgetevi a me e sarete salvi, paesi tutti della terra, perché io sono Dio; non ce n’è altri.

 

Ecco cosa sostiene la nostra vita nei momenti bui: non l’auto-convincimento, non l’auto-persuasione, ma Colui che è sovrano e che è l’unico che può salvare!

 

  • Accogliere la sovranità di Dio infiammerà la nostra testimonianza.

 

Come si potrebbe andare dalle persone e dirgli “c’è una buona notizia, i tuoi peccati ti sono perdonati” se non credessimo che Dio è sovrano? Se non fossimo convinti che Gesù Cristo ha davvero il potere di togliere spazzare via il peccato? Credere nella sovranità di Dio significa che la cosa che potrebbe sembrare impossibile (come ad esempio perdonare i peccati al peggiore dei peccatori e donare la vita eterna a un morto spirituale) è possibile!
Ecco perché sono fondamentali le parole del v.17 che abbiamo letto prima.

 

  • Accogliere la sovranità di Dio suscita un’adorazione riconoscente:

Isaia 45 conclude così:

 

v.24 “Solo nel SIGNORE”, si dirà di me, “è la giustizia e la forza”»

 

Davanti a tutto questa manifestazione di potere sovrano non solo “si dirà”, ma letteralmente “si risponderà (‘amar) così: Solo nel Signore si trovano giustizia e forza. E in nessun altro!

La riconoscenza verso questo meraviglioso Dio non è solo un obbligo ma ancora di più una risposta! Una risposta che viene da un cuore colpito da come egli eserciti la sua sovranità con potenza e con amore.

E non è un caso che Gesù ci invita a pregare Dio nella veste del padre nostro! Quanto bene ci fa pensare che Lui è questo per noi!  E la massima espressione del suo amore paterno sta proprio nella sua sovrana decisione di mandare Gesù a morire per i nostri peccati! Di scegliere Lui come offerta su cui abbattere il giudizio che sarebbe dovuto toccare a noi! Sì Dio è sovrano ma è anche il nostro salvatore che sceglie di salvarci e prendersi cura del nostro futuro eterno! Ecco perché un giorno non solo “si dirà”, ma si “risponderà” che solo in Lui si trovano giustizia e forza!

Questa è la dottrina della sovranità di Dio. Una dottrina che può sembrare in apparenza dura. Ma in realtà è una delle cose più dolci e meravigliose che la Bibbia descrive! Oggi è possibile vivere gli stessi bisogni delle persone in cui fu scritto questo brano. La sofferenza persiste, la mancanza di un futuro sereno rimane, le debolezze personali sono sempre presenti. Anche oggi facciamo i conti con tantissimi problemi nella nostra vita. Ma c’è una speranza. Che l’eternità che il Signore stabilirà sarà quella descritta al v.25:

Nel SIGNORE sarà giustificata e si glorierà
tutta la discendenza d’Israele.

Un giorno non ci sarà più spazio alla sofferenza e al dolore. Infatti, nel Signore, tutti i discendenti di Israele (ovvero tutti coloro che saranno coinvolti nel suo amore e nella sua salvezza, tutti coloro che avranno riposto in Lui la fede), saranno giustificati e si glorieranno in Lui! Un giorno non appariremo più come degli sconfitti, dei desolati, dei reietti, ma appariremo, anzi SAREMO trasformati grazie alla sua sovrana compassione!

25 Nel SIGNORE sarà giustificata e si glorierà
tutta la discendenza d’Israele.

 

 

 

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