La tua bontà, Signore, dura per sempre. Il Salmo 138 termina con questa grandiosa espressione di gioia: Signore tu non muti la tua bontà! Chi lo scrive non è una persona integerrima, ma un grandissimo peccatore. Davide sa bene che il Signore avrebbe tutte le ragioni per agire in maniera diversa, tuttavia sa che non ci sono altre ragioni per adorare se non per il fatto che la bontà del Signore dura per sempre! Lo stesso è ribadito anche all’inizio di questo stesso Salmo, v.2:

 

Adorerò rivolto al tuo santo tempio e celebrerò il tuo nome per la tua bontà e per la tua fedeltà

 

La dottrina dell’immutabilità si ancora su queste parole! Ma perché è importante? Perché noi siamo soggetti al cambiamento. La cultura cambia. Il modo di pensare o semplicemente di parlare cambia di generazione in generazione. Ciò che 50 anni fa era normale ora non lo è più. La pelle invecchia, i capelli cadono. Le rughe prendono il sopravvento. Le mode cambiano. Viviamo in un mondo che cambia ed è in continuo movimento.
Interessante però vedere che il pensiero biblico riguardo al cambiamento ha a che fare più con una visione di declino. Non è un ciclo o un cambiamento di stile o di forma, ma un vero e proprio degrado!

Qualcuno potrebbe pensare alla solita esagerazione. Ma basta aprire i giornali e vedere come questo sia vero: le risorse naturali non stanno al passo della crescita demografica mondiale. Ogni anno circa 200k€ italiani muoiono per tumore e questo accade a 10 milioni di persone in tutto il mondo. Ogni anno continuano ad estinguersi le specie di animali. Nulla di ciò che vediamo o che sentiamo dura per sempre. Le parole dei nostri ministro sono soggetti a incostanza e pure noi stessi proviamo emozioni e sentimenti che a volte sono contrastanti o cambiano nel tempo a seconda delle circostanze. Cambiano le situazioni e cambiano gli atteggiamenti e le loro reazioni.
I vangeli confermano questa idea quando descrivono l’euforia della gente nel momento in cui Gesù fece il suo ingresso a Gerusalemme. Tutti lo benedicevano e lo acclamavano. Peccato che, qualche giorno più tardi era la stessa folla che lo ingiuriava e chiedeva la liberazione di Barabba e la sua crocifissione! Cambiano le situazioni e cambiano gli atteggiamenti e le loro reazioni.
Questo è il mondo in cui abitiamo…ma che ne è di Dio? In che modo dobbiamo pensare a Lui in maniera differente da noi?

 

La sua definizione

Prima di rispondere, occorre chiederci cosa significa che Dio è immutabile? La parola stessa definisce il suo significato. Dio non cambia. E’ sempre lo stesso. L’Eterno non muta (Malachia 3:6). Lui è il Dio nel quale non c’è variazione o ombra di mutamento (Giacomo 1:17). Gesù Cristo è lo stesso ieri, oggi e in eterno (Ebrei 13:8).
Il Dio della Bibbia non è  capriccioso o qualcuno soggetto a logorio. No! Lui è fedele (v.2) e la sua bontà dura per sempre (v.8)!
Davanti agli dei umani v.1, Davide glorifica Colui che interviene con coerenza nella storia, che si preoccupa di ciò che avviene sulla terra e che non muta le sue intenzioni. Ecco perché, al v.3, scrive:

 

Nel giorno che ho gridato a te, tu mi hai risposto, mi hai accresciuto la forza nell’anima mia.

 

Se il Signore non fosse capace di rimanere sempre lo stesso allora saremmo in balia di uno schizofrenico. Di un Dio incapace di controllare le sue emozioni. Ma Davide ci rassicura: Il SIGNORE compirà in mio favore l’opera sua, quasi a voler dire ho questa pace: che il Signore compirà la sua opera. E per grazia sua sarà anche in mio favore.

Una cosa importante da sottolineare è che questo attributo non è privo di azione. Anzi si manifesta proprio con atti molto dinamici (v.7):

 

Se cammino in mezzo alle difficoltà, tu mi ridai la vita; tu stendi la mano contro l’ira dei miei nemici e la tua destra mi salva.

 

Vedete cosa dice Davide? Se cammino in mezzo alle difficoltà, tu ci sei, non vai via e anzi, mi sostieni con il dono della vita! Tu intervieni. Tu entri in azione stendendo la mano contro i miei nemici. Ti poni in mia difesa e la tua mano mi salva contro il loro ruggito. Il Signore è immutabile perciò agisce come nessun altro Dio può fare!

 

Le conseguenze sul piano universale

Questo è ciò che emerge dal testo: l’immutabilità di Dio è quell’attributo in forza al quale il Signore rimane imperturbabile nel perseguire i suoi piani. Non c’è peccato, limite personale, problema o altro impedimento che potranno frenarlo nell’andare avanti!
Quanto è importante che lo comprendiamo. Ora però chiediamoci quali conseguenze si generano? Partiamo prima a considerare  quelle di carattere più generale:

 

L’immutabilità amorevole di Dio si contrappone alla pazzia di questo mondo: Questo Salmo descrive chiaramente quando sia difficile questo mondo. Al v.3 è scritto che Davide si è ritrovato a gridare dalla sofferenza e dalla debolezza. Al v.6 rileva il fatto che nel mondo persistono persone superbe. Al v.7 la vita è descritta come un’esistenza pregna di difficoltà così grosse che sarebbero  capaci di toglierci la vita: da lontano, il Signore conosce il superbo. Se cammino in mezzo alle difficoltà, tu mi ridai la vita.

Il mondo è instabile, traumatizzante, abitato da esseri su cui si fa fatica a contare veramente, dove la giustizia e ogni desiderio di serenità vengono quotidianamente infranti. E’ un habitat che fa impazzire. Ma nel Signore è possibile affidarsi con tranquillità perché la sua immutabilità amorevole sarà sempre lì! Questa idea è ripresa anche in Isaia 46:3-4:

 

Fino alla vostra vecchiaia io sarò sempre lo stesso, fino alle vostre canizie io vi porterò; io vi ho fatti, io vi sosterrò, si vi porterò e vi salverò.

 

Molto spesso vediamo le persone cambiare piani. Passare da un piano A a un piano B. Capita nel lavoro, in famiglia, pure nello sport…a seconda di come vanno le partite, si cambiano giocatori…Le persone più vicine a noi (o che reputiamo quelle che dovrebbero essere più esemplari) tradiscono la loro vocazione. Falliscono! Ma il Signore non è così. C’è un senso di risposo quando si pensa che la sua bontà dura per sempre. Che la sua fedeltà non finirà mai! Non c’è da temere riguardo a Lui.
E’ un senso di appagamento che l’apostolo descrive bene in Giovanni 16:21-22 riportando le ultime parole di Gesù ai discepoli:

 

La donna, quando partorisce, prova dolore, perché è venuta la sua ora; ma quando ha dato alla luce il bambino, non si ricorda più dell’angoscia per la gioia che sia venuta al mondo una creatura umana. 22 Così anche voi siete ora nel dolore; ma io vi vedrò di nuovo e il vostro cuore si rallegrerà e nessuno vi toglierà la vostra gioia.

 

Cosa sta dicendo Gesù? Usa la parabola di un parto: la sofferenza della donna che partorisce svanisce quando viene alla luce il figlio che aveva in grembo. Perché? Perché la gioia della nascita è maggiore del parto.
Allo stesso modo la tristezza dei discepoli sarebbe mutata. Perché? Perché Gesù sarebbe tornato di nuovo da loro. Ecco perché al v.22 dice: io vi vedrò di nuovo e il vostro cuore cuore si rallegrerà. E nessuno vi toglierà la vostra gioia. La gioia in me non si esaurirà mai!

Quando sentiamo parlare di custodire la gioia non possiamo fondare questa idea sulle nostre sensazioni o su ciò che ci passa per la mente, ma sul presupposto che amore eterno è per noi! Sapere che nulla devierà dal percorso che il Signore ha tracciato e che la storia non è nelle mani di un cappellaio matto, significa approdare su uno scoglio sicuro in mezzo a un mare tempestoso. Anche quando non sembrano esserci risposte, c’è il conforto che Dio è immutabile! La sua immutabilità amorevole si contrappone alla pazzia di questo mondo

 

Le sue conseguenze sul piano personale

Cerchiamo ora di capire quali conseguenze si generano dal punto di vista più personale:

La salvezza è nelle mani di un Dio eternamente fedele: L’amore di Dio e la sua fedeltà non sono caratterizzati da estemporaneità. Non è una gestione affrettata di un momento critico. No! la sua grazia è per sempre. La sua fedeltà è per sempre. La sua vicinanza è per sempre. Il suo aiuto è per sempre. La sua salvezza è per sempre. Lui è la roccia sicura che conduce i suoi figli e che risponde e da forza a coloro che, v.3 gridano a Lui:

 

Nel giorno che ho gridato a te, tu mi hai risposto, mi hai accresciuto la forza nell’anima mia.

 

Pensiamo per un momento cosa accadrebbe se i suoi piani fossero soggetti a cambiamento. Se un imprevisto fosse capace di fargli cambiare idea: crollerebbe ogni certezza. Crollerebbe la fede e la speranza di una salvezza eterna. Non ci sarebbe nulla in cui sperare perché la causa della sua benevolenza verrebbe da altro rispetto a Lui. Invece la sua eterna immutabilità ci mostra un salvatore che non è tornato indietro sui suoi passi. Che non si è pentito di ciò che ha fatto per noi. Pensiamo alla profondità di queste parole e inquadriamole rispetto alle nostre brutture e a tutte quelle occasioni dove abbiamo manifestato il peggio di noi e siamo stati protagonisti di atti veramente orribili. Ricapitoliamo il nostro marciume nella cornice della sua fedeltà e del suo amore straripante! Cosa rimane, se non gioia, gioia, e ancora gioia?! Dio rimarrà con noi e per noi!

 

E’ l’opportunità che il Signore ci offre per vivere realmente liberi: Se il Signore è immutabile, sempre fedele e buono nel suo amore e nella sua grazia, la domanda è cosa gli potrà impedire di portare avanti la sua opera? Saranno i sensi di colpa? Saranno le nostre cadute? Saranno le nostre fragilità interiori? Sarà il fatto che non ci impegniamo abbastanza per Lui? A volte non riflettiamo abbastanza su questo: il Signore agisce in forza alla SUA volontà e al SUO proponimento eterno! Nulla potrà impedirgli di muoversi in quella direzione. Certo non sto dicendo che possiamo fare quello che vogliamo o che possiamo comportarci senza alcun riguardo a Lui e alle persone che ci ha messo a fianco. Ma lo spirito di questo Salmo ci porta a considerare la sua immutabilità come una soluzione. Basta andare avanti coi sensi di colpa o pensare che non facciamo abbastanza o, peggio ancora, che se non agiamo in un certo modo le cose non vengono risolte. Ma Dio è il Signore della chiesa! Il mondo è Suo! La vita di ogni singola persona in questo mondo è nelle Sue mani. Tutto è Suo! Occorre chiederGli di aiutarci a perdonare noi stessi nelle cadute che facciamo. A vedere nella Sua bontà infinita e nella Sua immutabilità le opportunità per ripartire! Per voltare pagina.

Il fatto che Egli agisce in forza alla SUA bontà deve diventare per noi l’opportunità che ci offre per superare e guarire le nostre crisi! Occorre pregare e chiederGli di aiutarci a vivere per fede le parole del v.8:

Il SIGNORE compirà in mio favore l’opera sua; la tua bontà, SIGNORE, dura per sempre.

L’immutabilità del Signore è profondamente liberatoria. Cos’è che dura per sempre? La bontà del Signore! Cos’è che il Signore compirà in me? L’opera SUA! Nulla di ciò che siamo o che facciamo potranno togliere o aggiungere nulla alla sua opera. Tutto ciò che possiamo fare, quindi, è adorare! E’ riposare in Lui. E’ aprirsi alla SUA pace! E questa si chiama fede! E la vita può essere vissuta con maggior serenità

solamente perché la bontà del, SIGNORE, dura per sempre!

 

 

 

 

 

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