Come posso confidare nella provvidenza di Dio in modo tale da smettere di mormorare e temere?

Come posso confidare nella provvidenza di Dio in modo tale da smettere di mormorare, lamentarmi, irritarmi e temere le circostanze in cui mi trovo? E come posso dimorare in Cristo in modo tale che, invece di queste reazioni peccaminose, io renda grazie e sia audace e fiducioso in Dio di fronte alle circostanze difficili?

Questo inizia rinnovando la tua visione di chi è Dio e cosa significa provvidenza:

a) Conosci e ripeti la verità sulla provvidenza di Dio

Provvidenza significa che Dio governa tutte le cose, grandi e piccole, con saggezza, bontà e potere per la Sua gloria e il nostro bene (Romani 8:28; Salmo 115:3; Matteo 10:29-31). Nulla è casuale. Nessuna difficoltà è sprecata.

 

«Tutti gli abitanti della terra sono un nulla davanti a lui; egli agisce come vuole con l’esercito del cielo e con gli abitanti della terra, e non c’è nessuno che possa fermare la sua mano o dirgli: “Che fai?» (Daniele 4:35)

 

Quando senti crescere l’ansia o il desiderio di lamentarti, ripeti questa verità al tuo cuore:

«Anche questo viene dal Signore. Egli non è assente. Egli è saggio. Egli è vicino».

b) Interpreta le tue circostanze attraverso il carattere di Dio, non il contrario

I mormorii spesso nascono perché giudichiamo Dio in base alle nostre circostanze. Ma i Salmi ci insegnano a fare il contrario: giudicare le nostre circostanze alla luce dell’amore incrollabile di Dio (Salmo 136). Egli ha già dimostrato il Suo cuore sulla croce (Romani 8:32).

c) Trasforma le lamentele in preghiera

Dio non ti chiede di fingere che il dolore non sia doloroso, ma di portarlo a Lui piuttosto che lamentarti di Lui. Davide spesso inizia i suoi salmi con un lamento, ma li conclude con una lode (vedi Salmo 13, 42, 73). La differenza? Egli porta il suo cuore onestamente a Dio.

 

«Sfogo il mio pianto davanti a lui, espongo davanti a lui la mia tribolazione.» (Salmo 142:2)

 

«Perché ti abbatti, anima mia? Perché ti agiti in me? Spera in Dio, perché lo celebrerò ancora; egli è il mio salvatore e il mio Dio» (Salmo 42:11)

Come posso dimorare in Cristo in modo da rendere grazie e camminare con fiducia?

Dimorare in Cristo significa vivere nella consapevole dipendenza dalla Sua grazia e nell’unione con Lui mediante la fede (Giovanni 15:1-11). Ecco come:

a) Dimora in Lui attraverso la Sua Parola e la preghiera

Gesù disse: “Se dimorate in me e le mie parole dimorano in voi, domandate quello che volete e vi sarà fatto.” (Giovanni 15:7). Ciò significa saturare la tua mente con la verità. Non solo leggendo, ma aggrappandoti alle promesse. Meditando. Rispondendo alla tentazione e all’ansia con le Scritture, come fece Gesù nel deserto. Prova questa abitudine: Ogni mattina, ripeti a Dio un versetto. Ad esempio:

«Il SIGNORE è la mia luce e la mia salvezza; di chi temerò? Il SIGNORE è il baluardo della mia vita; di chi avrò paura?” (Salmo 27:1). Aiutami a vivere come se fosse vero».

b) Dimora in Lui attraverso la resa

Le circostanze difficili spesso ci costringono a scegliere: controllo o fiducia. Rimanere in Lui è arrendersi a Lui, riconoscere che «io non sono la vite, sono solo il tralcio». Vivi attingendo dalla forza di Cristo, non dalla tua (Galati 2:20).

Arrenderti non significa essere passivo, ma lasciar andare la lotta e scegliere attivamente di obbedire e riposare nella cura di Dio.

c) Dimora in Lui attraverso il ringraziamento in ogni cosa

La gratitudine è il linguaggio del dimorare in Cristo (1Tessalonicesi 5:18). Non significa fingere che le prove non siano difficili, ma ringraziare Dio per la Sua presenza in esse. Prova questo: Ogni volta che sei tentato di lamentarti, ringrazia Dio per almeno due cose. Questo disciplina l’anima a guardare in alto invece che dentro di sé.

Sommario: Una mentalità guidata dal Vangelo

  • La provvidenza di Dio significa che non sei mai dimenticato. Anche i venti e le onde Gli obbediscono.
  • Rimanere in Cristo significa che non sei mai solo. Egli cammina con te, porta frutto attraverso di te e intercede per te.
  • La gratitudine e la perseveranza arrivano quando ricordi che la croce dimostra che Dio è per te e la risurrezione dimostra che Egli è capace.

Una preghiera che puoi recitare

“Padre, confesso che spesso dubito dei tuoi propositi e mormoro contro la tua provvidenza. Insegnami a fidarmi del tuo cuore quando non riesco a seguire la tua mano. Fa’ che la mia anima riposi in Cristo, non nei risultati. Aiutami ad attraversare questa prova non con i pugni chiusi, ma con le mani aperte, rendendo grazie non perché tutto è facile, ma perché Tu sei vicino, saggio e fedele. Fa’ che io dimori in Cristo come un tralcio nella vite e porti il frutto della pace, della gioia e della costanza. Nel nome di Gesù, Amen”.

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