Uno sguardo sul cambiamento in atto 

Da alcuni anni ci stiamo confrontando con la “cancel culture”. E’ un fenomeno per cui gruppi di persone, esercitano pressioni su un datore di lavoro, committente, collaboratore o socio perché punisca o interrompa i rapporti con un partner professionale per via di certe cose che ha fatto, detto o scritto. Viene usata principalmente in quei casi in cui decine, centinaia o migliaia di utenti scrivono a un’università, a un editore, a una casa di produzione cinematografica o a un’azienda, chiedendo che un professore venga allontanato, che il libro di uno scrittore non venga pubblicato, che un attore venga escluso da un film o che un dirigente venga licenziato per un determinato motivo. 

Recentemente la “cancel culture” è stata citata per commentare la storia del “bacio non consensuale di Biancaneve”, o, ancor prima, con l’affermarsi del movimento Black Lives Matter, dopo l’omicidio di George Floyd e dopo che ci si è resi conto delle ingiustizie commesse dalla polizia nei confronti degli afroamericani. Sotto il mirino sono finiti diversi film e cartoni Disney: Alcuni di essi sono stati cancellati dalla piattaforma Disney+ dedicata ai più piccoli e vietata la visione ad un pubblico minore di 7 anni, in quanto, secondo loro, contribuiscono a “trasmettere stereotipi e messaggi dannosi e razzisti”. Ad esempio vengono criticate alcune affermazioni presenti nel film Dumbo, in Peter Pan, ne Gli Aristogatti.

 

Le perplessità

Questo cambiamento sta generando molti timori su ciò che sarebbe opportuno dire, fare o rappresentare. Infatti molto spesso si assiste a delle vere e proprie rinunce a esprimere la propria opinione su certi argomenti per il timore di sanzioni sproporzionate e non giustificate. Il problema maggiore, dunque, è che l’idea che una singola cosa detta o fatta, per quanto disdicevole, possa arrivare a compromettere la vita di una persona o il suo futuro personale e professionale. 

In questo cambiamento culturale le istanze di tolleranza, correttezza e inclusione che spesso appaiono ragionevoli, tuttavia nei metodi di “cancellazione” risultano essere ugualmente intolleranti, scorretti ed esclusivi. Occorre quindi un superamento. Un riappropriarsi di metodi non più caratterizzati da censura ma ispirati da altro. 

 

La gioia che accompagna la redenzione

La fede cristiana vede nella “redenzione” la migliore risposta al mutamento culturale appena descritto. Infatti il suo presupposto è basato unicamente sulla grazia.

Essa è il dono di Dio per evitare di finire, da una parte, verso una visione giustizialista delle cose e dall’altra verso una visione universalista.

Quando nella Bibbia si parla di nuova vita, è possibile pensarla solamente sulla base di questo dono immeritato. E Gesù, l’Eterno Figlio di Dio incarnato, è la risposta divina per portare questa sorta di guarigione! Tutto ciò appare chiaro quando leggiamo la descrizione della sua genealogia in 1:1-16.

1:1 Genealogia di Gesù Cristo, figlio di Davide, figlio di Abraamo. 2 Abraamo generò Isacco; Isacco generò Giacobbe; Giacobbe generò Giuda e i suoi fratelli; 3 Giuda generò Fares e Zara da Tamar; Fares generò Esrom; Esrom generò Aram; 4 Aram generò Aminadab; Aminadab generò Naasson; Naasson generò Salmon; 5 Salmon generò Boos da Raab; Boos generò Obed da Rut; Obed generò Iesse, 6 e Iesse generò Davide, il re. Davide generò Salomone da quella che era stata moglie di Uria; 7 Salomone generò Roboamo; Roboamo generò Abia; Abia generò Asa; 8 Asa generò Giosafat; Giosafat generò Ioram; Ioram generò Uzzia; 9 Uzzia generò Ioatam; Ioatam generò Acaz; Acaz generò Ezechia; 10 Ezechia generò Manasse; Manasse generò Amon; Amon generò Giosia; 11 Giosia generò Ieconia e i suoi fratelli al tempo della deportazione in Babilonia. 12 Dopo la deportazione in Babilonia, Ieconia generò Salatiel; Salatiel generò Zorobabele; 13 Zorobabele generò Abiud; Abiud generò Eliachim; Eliachim generò Azor; 14 Azor generò Sadoc; Sadoc generò Achim; Achim generò Eliud; 15 Eliud generò Eleàzaro; Eleàzaro generò Mattan; Mattan generò Giacobbe; 16 Giacobbe generò Giuseppe, il marito di Maria, dalla quale nacque Gesù, che è chiamato Cristo.

Qui Matteo sta dando molto più di semplici informazioni di parentela. Sta descrivendo come nel tempo e lungo i secoli Dio abbia manifestato la sua immensa grazia. Infatti i suoi discendenti furono grandi peccatori. Persone che, se fossero vissute oggi, non avrebbero avuto scampo.

Davide, citato al v.1 e 6, peccò terribilmente. Commise adulterio con Bat-Sceba e aggravò il suo peccato facendo uccidere Uria (il precedente marito della donna). Inoltre, egli fu un padre fallace, tanto che, per sedare un tentativo di colpo di stato, condusse una rivolta armata contro uno dei suoi figli. 

Abramo (v.1-2) fu un uomo di grande fede, tuttavia si ritrovò spesso a mentire (Genesi 12:11-19; 20:1-18), e nel fare ciò, finì per disonorare sua moglie, sé stesso e il Signore. 

I figli di Giacobbe (v.2) divennero i capi delle tribù d’Israele. La Bibbia riporta una quantità innumerevole di atti deprecabili, ma Dio rimase leale alla sua promessa e non ritirò la sua grazia da quegli uomini, perfino in tempi di rimprovero e disciplina! 

Salomone, v.7, fu tutto sommato un uomo pacifico e saggio per gran parte della sua vita. Ma fu anche un uomo profondamente insensato e moralmente corrotto. Le centinaia di mogli pagane portarono il suo cuore e quello di molti altri re e israeliti dopo di lui, lontano dal Signore (1 Re 11:1-8). 

Tamar (v.3), Tamar si finse una prostituta e, con un inganno, fece in modo che Giuda, suo parente, si unisse a lei (Genesi 38). 

Raab, v.5, a differenza di Tamar, si prostituiva per professione. La misericordia di Dio non solo le salvò la vita, ma le permise di far parte della stirpe messianica in qualità di moglie di Salmon e madre del devoto Boaz, il bisnonno di Davide. 

Bat-Sceba (v.6) che non viene citata per nome nella genealogia, era stata la moglie di Uria. Come detto in precedenza, Davide l’aveva costretta a commettere adulterio e a subire la perdita del proprio marito durante una battaglia. Il figlio nato dal rapporto adulterino morì poco dopo la nascita, ma dopo di lui, nacque dalla loro unione Salomone (2 Samuele 11:1-27; 12:14, 24), successore al trono di Davide e prosecutore della stirpe messianica. Nella misericordia di Dio, Bat-Sceba divenne una diretta antenata del Messia. 

La genealogia di Gesù Cristo è una magnifica testimonianza della grazia di Dio e anticipa il ministero del suo Figlio, Gesù Cristo, l’amico dei peccatori, il quale non venne “a chiamare dei giusti, ma dei peccatori” (Matteo 9:13). Se, per grazia, egli ha scelto dei peccatori come suoi predecessori, dobbiamo forse sorprenderci del fatto che li abbia pure scelti come suoi discendenti? Il Gesù che viene qui introdotto è colui, capace di redimere il passato turbolento, pure quello del peggiore dei peccatori! Nei discendenti descritti sono presenti uomini e donne spesso manchevoli, immorali, adulteri, crudeli, infedeli. Nonostante ciò, Gesù cambiò la loro storia e restaurò il loro futuro! 

Gesù Cristo, figlio di Davide, figlio di Abraamo, colma i fallimenti, sana le ferite e le ingiustizie e traccia una nuova direzione di vita! In Gesù siamo davanti a un nuovo inizio, l’alba di una nuova creazione! Gesù non ha dato un taglio con il passato (sarebbe stato molto più semplice) e privato di un futuro diverso i peccatori; ma ha assunto su di sé tutto il peso di quelle immoralità e sofferenze affinché pure noi potessimo trovare speranza in lui nel vedere fiorire una nuova vita! In Gesù non troviamo alcuna traccia di “cultura della cancellazione”, perché la strada per un nuovo mondo e una nuova vita passa attraverso la fede nella sua redenzione.