Un cristiano è colui che glorifica il Signore Gesù Cristo sapendo che i suoi peccati sono perdonati e mostrando di aver trovato pace con Dio. Cristo è glorificato soprattutto quando un uomo nato nel peccato, che è stato peccatore e forse ha commesso peccati terribili, può tuttavia dire: “Ora gioisco nella certezza che tutti i miei peccati sono perdonati.” Non sta glorificando sé stesso dicendo questo, ma Cristo. Egli non può da solo liberarsi dai suoi peccati; non può generare pace; non può placare la propria coscienza; non può dire di amare Dio. No, è Cristo e Cristo soltanto che compie tutto. E l’uomo che afferma di sapere che i suoi peccati sono perdonati sta glorificando il Signore Gesù Cristo.
Ma l’uomo che dubita se sia perdonato o meno non glorifica Cristo. Né lo glorifica colui che dice: “Spero che i miei peccati siano perdonati.” Né colui che afferma: “Sto vivendo la vita migliore che posso per espiare il mio passato.” L’uomo che glorifica Cristo è colui che può dire:
“Giustificati dunque per fede, abbiamo pace con Dio per mezzo di Gesù Cristo, nostro Signore, mediante il quale abbiamo anche avuto, per la fede, l’accesso a questa grazia nella quale stiamo fermi, e ci gloriamo nella speranza della gloria di Dio” (Romani 5:1-2)
Sai che i tuoi peccati sono perdonati? Hai l’assicurazione della salvezza? Ne sei certo? Perché nella misura in cui lo sei, glorifichi Cristo; e nella misura in cui sei incerto, non lo glorifichi. La prova che Egli ha compiuto l’opera per cui è stato mandato è che noi abbiamo la conoscenza del perdono dei peccati e gioiamo in essa. Egli è venuto proprio per questo, e dunque lo glorifichiamo dimostrando che davvero lo ha compiuto.
Può sembrare una domanda semplice, eppure è la più profonda che un uomo possa affrontare. Te la ripeto: sei certo di Dio? Conosci Dio? Sei felice della tua relazione con Lui? Cari amici, il Figlio di Dio non solo è venuto dal cielo sulla terra, ma è andato deliberatamente alla croce e ha sofferto tutta l’ignominia e la vergogna di quella croce affinché tu ed io potessimo essere certi—certi senza alcun dubbio—del nostro rapporto con Dio come suoi figli.




