Tutti cerchiamo qualcosa di sicuro su cui appoggiare la vita. Il lavoro, la famiglia, la salute, i risparmi: sono doni preziosi, ma basta un cambiamento improvviso perché ciò che sembrava stabile cominci a tremare. Anche la nostra forza spirituale conosce stanchezza e paura. Dove possiamo trovare una certezza che regga quando queste cose vengono scosse?
Luca apre il suo Vangelo parlando di «fatti che hanno avuto compimento in mezzo a noi» (Luca 1:1). Prima di raccontarci la nascita di Gesù, ci indica il terreno sul quale poggia la fede: ciò che Dio ha fatto.
Dio è entrato nella storia
Il cristianesimo nasce dall’opera di Dio nella storia, nel tempo e nello spazio. Il Figlio eterno si è fatto uomo. Gesù è nato, ha vissuto in mezzo agli uomini, ha insegnato, guarito, perdonato e accolto peccatori. È stato rigettato, è morto sulla croce ed è risorto dai morti. È asceso al cielo e ha promesso di tornare. Il vangelo annuncia questi eventi e ciò che Dio ha compiuto attraverso di essi per la nostra salvezza.
Questo ha un’importanza molto concreta quando siamo deboli. Se la fede poggiasse sulla stabilità delle nostre emozioni, ogni giornata difficile potrebbe toglierci il fondamento. Ma la croce e la risurrezione rimangono vere anche quando siamo confusi. La nostra stanchezza non rende debole il vangelo; il nostro dubbio non rende Cristo meno vero.
Il fondamento della nostra fede è in Cristo, in ciò che Dio ha realmente fatto. Possiamo dunque portargli la nostra fragilità senza dover prima dimostrare di essere forti.
In Gesù le promesse hanno compimento
Luca parla di fatti che hanno avuto «compimento». Gesù viene dentro una storia che Dio aveva preparato: la promessa ad Abramo di benedire tutte le famiglie della terra, quella a Davide di un regno duraturo, l’annuncio dei profeti e l’attesa del Messia. In lui riconosciamo la fedeltà del Dio che mantiene la sua parola lungo l’intero arco della storia.
Ci sono preghiere che ripetiamo a lungo e dolori nei quali non vediamo una soluzione. In quei momenti, un generico «andrà tutto bene» non basta. Non sappiamo se le circostanze andranno come desideriamo. Abbiamo bisogno di sapere che Dio rimane fedele anche quando noi non riusciamo a vedere la sua opera.
Gesù ci mostra questa fedeltà. Dio è venuto incontro all’umanità perduta: il Figlio ha assunto la nostra carne e ha camminato volontariamente verso la croce per salvarci. La certezza del vangelo nasce da qui.
Dove stai cercando certezza?
Forse la cerchiamo nel controllo, nei risultati o nella nostra maturità spirituale. Ma anche queste sicurezze possono vacillare. Luca ci invita ad appoggiare il peso della vita su Cristo e sull’opera che Dio ha compiuto in lui.
Quando apriamo il Vangelo, chiediamo dunque al Signore di farci vedere meglio Gesù. La sua nascita, la sua compassione, la sua croce e la sua risurrezione ci raccontano la fedeltà di Dio. È su questa fedeltà che possiamo affrontare anche ciò che oggi ci spaventa.




