Come leggere la Bibbia attraverso la lente del Vangelo

Cinque principi per studiare la Bibbia

Prima di esaminare come applicare la nostra comprensione e il nostro amore per il Vangelo alla lettura della Bibbia, iniziamo con cinque principi essenziali da tenere a mente ogni volta che ci accostiamo alla Parola di Dio. Questi principi ci guideranno nell’approfondire la nostra comprensione, nell’arricchire il nostro studio e nell’assicurarci che la nostra lettura rimanga radicata nella verità del Vangelo.[1]

 

1) Inizia con la preghiera

Commentando un passo difficile, J. C. Ryle scrisse: «Tutte le porzioni della Scrittura come questa dovrebbero essere affrontate con profonda umiltà e con fervente preghiera per ricevere l’insegnamento dello Spirito».[2] È un buon consiglio per affrontare i testi difficili, ma è anche un buon consiglio ogni volta che ci accostiamo alla santa Parola di Dio. Fratelli, preghiamo prima di leggere!

 

2) Pensa ai lettori originali

La Bibbia è autorevole per tutte le persone, in ogni epoca e in ogni luogo. Ma confessare l’autorità della Scrittura non equivale a sapere come — in termini pratici — sottometterci alla sua autorità. È facile, ma semplicistico, presumere che tutto ciò che un autore ispirato dice al suo pubblico originario possa essere considerato un semplice comando rivolto a noi oggi. Certamente, a volte un testo è direttamente applicabile. Noi, non meno dei figli d’Israele al monte Sinai, riceviamo il comandamento di non avere altri dèi davanti al Signore.

Ma a volte l’istruzione di Dio per noi è più indiretta. Per esempio, quando il nostro Signore predice la distruzione del tempio e poi ordina a «quelli che saranno nella Giudea [di] fuggire ai monti» (Matteo 24:16), intende dire che i cristiani ebrei che vivranno a Gerusalemme nel 70 d.C. dovranno fuggire per salvarsi la vita quando i Romani invaderanno la città.

Altrove, però, i cristiani sono chiamati a perseverare nelle prove piuttosto che a fuggire (per esempio, 2 Corinzi 1:6).

L’istruzione di Gesù, quindi, non dovrebbe essere trasformata in un comando universale a fuggire ogni volta che incontriamo delle difficoltà. Se vogliamo interpretare correttamente la Bibbia, la nostra interpretazione deve innanzitutto fondarsi sull’intenzione originaria dell’autore nei confronti dei suoi primi lettori.

 

3) Studia il contesto

Quando leggiamo, cerchiamo di comprendere chi ha scritto il libro, quando è stato scritto, a chi è stato scritto e perchéè stato scritto. Questo è il contesto storico.

Anche il contesto letterario è importante. Per contesto letterario si intende semplicemente ciò che circonda un testo e il punto in cui quel testo si trova all’interno del libro.

Per esempio, Gesù raccontò la parabola del ricco e di Lazzaro (Luca 16:19–31), in parte, come rimprovero e avvertimento rivolto ai farisei, i quali «amavano il denaro» e «si facevano beffe» di Gesù (Luca 16:14), dopo che egli aveva raccontato la parabola dell’amministratore disonesto (Luca 16:1–13), che si conclude con le parole: «Voi non potete servire Dio e Mammona».

In sintesi, se conosciamo il contesto storico e letterario di un passo, possiamo comprenderne meglio il significato.

 

4) Lascia che la Scrittura interpreti la Scrittura

Poiché crediamo che «ogni Scrittura è ispirata da Dio» (2 Timoteo 3:16), ci aspettiamo che la narrazione biblica delle persone e degli eventi storici sia accurata, che il suo racconto sia unitario e che la sua teologia sia coerente.

Una delle verità riscoperte durante la Riforma fu:

Scriptura sacra sui ipsius interpres

espressione latina che significa:

«La Sacra Scrittura è interprete di se stessa».

Il principio è che utilizziamo le sezioni esplicite o più chiare della Scrittura per aiutarci a comprendere quelle più implicite o meno chiare.

Perciò, mentre leggiamo la Bibbia, lasciamo che sia la Bibbia stessa ad aiutarci a comprenderne il significato e la corretta applicazione.

5) Leggi attraverso la lente dell’amore

Agostino insegnava che la nostra comprensione della Scrittura deve essere sempre guidata dall’amore per Dio e per il prossimo. Naturalmente, l’indicazione di Agostino si basa sulla risposta di Gesù alla domanda: «Qual è il grande comandamento della legge?» (Matteo 22:36). Gesù rispose: «Ama il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente. Questo è il grande e il primo comandamento. Il secondo, simile a questo, è: Ama il tuo prossimo come te stesso. Da questi due comandamenti dipendono tutta la legge e i profeti» (Matteo 22:37–40).

Tutto l’Antico Testamento — «tutta la legge e i profeti» — e, possiamo aggiungere, anche tutto il Nuovo Testamento (si veda Paolo sul compimento della legge mediante l’amore in Romani 13:8–10), dovrebbe essere letto attraverso la lente dell’amore. Lasciamo dunque che sia l’amore conforme alla legge del Signore a guidarci!

 

 

1) Mantieni Cristo al centro

Come potremmo definire il Vangelo? Possiamo partire dal modo in cui Gesù stesso lo riassume ai suoi primi discepoli:

 

«Poi disse loro: “Queste sono le cose che io vi dicevo quand’ero ancora con voi: che si dovevano compiere tutte le cose scritte di me nella legge di Mosè, nei profeti e nei Salmi”. Allora aprì loro la mente per capire le Scritture e disse loro: “Così è scritto, che il Cristo avrebbe sofferto e sarebbe risorto dai morti il terzo giorno, e che nel suo nome si sarebbe predicato il ravvedimento per il perdono dei peccati a tutte le genti, cominciando da Gerusalemme. Voi siete testimoni di queste cose”» (Luca 24:44–48).

 

Per Gesù, il Vangelo:

  • è radicato nell’Antico Testamento;
  • è testimoniato nella storia;
  • è incentrato sulle sue sofferenze, sulla sua morte e sulla sua risurrezione;
  • viene proclamato alle nazioni;
  • richiede una risposta: ravvedersi dal peccato e ricevere, mediante la fede in Cristo, il perdono dei peccati.

 

Secondo Gesù, il Vangelo che parla di lui costituisce il centro interpretativo unificante delle Scritture. Perciò, mentre leggiamo, dovremmo sempre domandarci: In che modo questo passo dichiara, riflette o applica il Vangelo?

2) Leggi all’indietro

Girolamo scrisse: «Ignorare le Scritture significa ignorare Cristo». Se non conosciamo nulla della Parola di Dio, non conosceremo nulla del Figlio di Dio. L’affermazione di Girolamo, tuttavia, può essere capovolta per formulare un’osservazione altrettanto incisiva: «Ignorare Cristo significa ignorare la Scrittura». Non è forse proprio questa l’affermazione di Gesù in Giovanni 5:39–40? Lì egli rimprovera i farisei dicendo: «Voi investigate le Scritture, perché pensate di avere per mezzo di esse vita eterna, ed esse sono quelle che rendono testimonianza di me; eppure non volete venire a me per avere la vita».

La vita non viene dalla conoscenza biblica in sé. La vita viene da Gesù. Ed è conoscendo Gesù che arriviamo a comprendere correttamente le Scritture. Come scrisse Paolo: «Ma fino a oggi, quando [gli Ebrei non convertiti] leggono [l’Antico Testamento], lo stesso velo rimane, senza essere rimosso, perché è in Cristo che esso è abolito. Ma fino a oggi, quando si legge Mosè, un velo rimane steso sul loro cuore; però quando si saranno convertiti al Signore, il velo sarà rimosso» (2 Corinzi 3:14–16).

Ogni libro dell’Antico Testamento contribuisce alla nostra comprensione di Gesù, e la rivelazione di Dio nella persona di Cristo illumina la nostra comprensione dell’Antico Testamento. Martin Lutero lo espresse così: «Possiamo leggere la Bibbia soltanto in avanti, ma dobbiamo comprenderla all’indietro».

Marco fa esattamente questo all’inizio del suo Vangelo. Radica il «vangelo di Gesù» (Marco 1:1) nell’Antico Testamento (Marco 1:2–3).

È anche il modo in cui Filippo spiega il profeta Isaia all’eunuco etiope: «Filippo prese a parlare e, cominciando da questo passo della Scrittura [Isaia 53], gli annunciò la buona notizia di Gesù» (Atti 8:35).

Ed è il modo in cui Paolo proclamava «il vangelo»: «Cristo morì per i nostri peccati, secondo le Scritture; fu sepolto; è stato risuscitato il terzo giorno, secondo le Scritture» (1 Corinzi 15:1,3–4).

Quando leggiamo la Bibbia, dobbiamo leggere la storia di Gesù come la storia che prosegue e porta a compimento la storia d’Israele.

 

3) Cerca i temi biblico-teologici

La Bibbia non è un insieme sconnesso di detti e racconti accostati casualmente, ma la grande storia dell’opera di Dio nella storia della salvezza. Quando leggiamo il Nuovo Testamento dobbiamo quindi essere consapevoli che la storia che esso presenta — il Messia è venuto! — attinge ai grandi temi presenti nell’Antico Testamento — il Messia verrà! Tra questi troviamo:

  • il regno;
  • l’esodo e l’esilio;
  • il sacerdote e il tempio;
  • il patto.

Questi temi, e altri simili, si sviluppano progressivamente.

Seguono una traiettoria storica: per esempio, la promessa di Dio di benedire le nazioni trova il proprio compimento mentre la chiesa fa discepoli di tutte le nazioni. Ma comprendono anche connessioni tipologiche: per esempio, Gesù è l’Agnello pasquale, il cui sangue versato ci salva dall’ira di Dio.

Il nostro compito nella lettura — un compito talvolta difficile! — consiste nel considerare in che modo questi temi biblico-teologici siano presenti nel passo che stiamo leggendo e, di conseguenza, come possano collegarsi al Vangelo.

 

4) Vivi una vita degna del Vangelo

Leggere la Bibbia dovrebbe trasformarci. Prima di scrivere «Ogni Scrittura è ispirata da Dio» in 2 Timoteo 3:16, Paolo insegna che le «sacre Scritture» possono renderci «savi a salvezza mediante la fede che è in Cristo Gesù» (2 Timoteo 3:15). In altre parole, la Bibbia è stata concepita per condurre i suoi lettori alla fede salvifica. Questo è uno dei suoi scopi.

L’altro consiste nell’educarci «alla giustizia» e nel renderci «preparati per ogni opera buona» (2 Timoteo 3:16–17).  La lettura della Bibbia dovrebbe rafforzare la nostra fede, equipaggiarci e incoraggiarci a vivere quella fede nella chiesa e nel mondo. È questo il senso dell’esortazione di Paolo: «Soltanto, comportatevi in modo degno del vangelo di Cristo» (Filippesi 1:27).

Come riassume Sinclair Ferguson: «L’idea fondamentale è che una vita degna del vangelo di Cristo esprime, sotto forma di stile di vita, ciò che il vangelo insegna sotto forma di messaggio. Una vita simile assume un carattere che riflette il carattere del Signore Gesù Cristo».[3]

Perciò, mentre leggiamo la Parola, prendiamo sul serio la chiamata alla santità alla luce dell’incarnazione di Cristo (2 Pietro 1:1–12,17) e della sua seconda venuta (2 Pietro 3:11–12), e prestiamo ascolto al Grande Mandato di «osservare tutte quante le cose che [Gesù] ha comandato» (Matteo 28:20).

Facciamolo mediante la potenza santificante di Dio: «Fortificatevi nel Signore e nella forza della sua potenza» (Efesini 6:10),

e mediante la potenza della croce:n«[Gesù] ha dato se stesso per noi per riscattarci da ogni iniquità e purificarsi un popolo […] zelante nelle opere buone» (Tito 2:14).

In breve: la nostra lettura della Bibbia dovrebbe aiutarci a vivere vite degne del Vangelo.

 

5) Guarda verso Dio

Spesso, quando ci accostiamo alla Bibbia, il nostro obiettivo è l’applicazione: «Come dovremmo vivere alla luce di ciò che abbiamo imparato?» È una buona domanda. Ma prima di arrivarci dovremmo rivolgere lo sguardo verso l’alto — verso Dio — e porci domande come:

Che cosa ci mostra questo passo riguardo al nostro Dio trino e al suo carattere?

Che cosa fa o dice Dio?

Che cosa ama?

Che cosa odia?

Che cosa motiva Dio ad agire come agisce?

In che modo Dio manifesta la grazia del suo Vangelo — «il vangelo di Dio» (Romani 1:1)?

In che modo Dio viene glorificato in questo passo?

E in che modo noi possiamo glorificarlo?

Quando leggiamo la Parola di Dio, guardiamo verso Dio per scorgere la grazia del suo Vangelo e facciamolo per la sua gloria.

Conclusione

Comprendere e applicare il Vangelo nella nostra lettura della Bibbia è un’impresa dalle molte sfaccettature, che richiede un’attenta considerazione dei principi e dei metodi discussi sopra.

Iniziando con la preghiera, riconosciamo la nostra dipendenza dallo Spirito Santo affinché ci guidi.

Tenendo presenti i lettori originali e il contesto storico e letterario, ci assicuriamo di interpretare le Scritture in modo accurato e significativo.

Lasciando che la Scrittura interpreti la Scrittura, comprendiamo meglio la natura unitaria e coerente della Parola di Dio.

Leggendo attraverso la lente dell’amore, allineiamo il nostro studio al più grande comandamento, assicurandoci che la nostra comprensione e applicazione della Bibbia siano radicate nell’amore per Dio e per il prossimo.

Inoltre, mantenendo Cristo al centro della nostra lettura, radichiamo il nostro studio nel Vangelo, sottolineando la vita, la morte e la risurrezione di Gesù come tema unificante delle Scritture.

Leggere all’indietro ci aiuta a vedere il compimento delle promesse dell’Antico Testamento nel Nuovo Testamento.

Cercando i temi biblico-teologici, possiamo apprezzare la grande narrazione dell’opera redentrice di Dio attraverso la storia.

Vivendo vite degne del Vangelo, trasformiamo la nostra lettura in una vita pratica e santa che riflette il carattere di Cristo.

Infine, guardare verso Dio mantiene la nostra attenzione sulla gloria di Dio, sulla conoscenza del suo carattere e sull’accoglienza della sua grazia.

Mentre ci accostiamo alla Bibbia, possano questi principi e questi metodi guidarci verso una comprensione più profonda, uno studio più ricco e una vita che incarni fedelmente la verità del Vangelo.

Che la nostra lettura non si limiti a informarci, ma ci trasformi, conducendoci sempre più vicino al cuore di Dio e ai suoi propositi per la nostra vita.

Note

[1] Questo articolo è stato adattato dall’introduzione alla ESV Scripture Journal, Study Edition.

[2] J. C. Ryle, Expository Thoughts on the Gospels: Matthew (1856; rist., Baker, 2007), p. 312.

[3] Sinclair B. Ferguson, Worthy: Living in Light of the Gospel (Crossway, 2023), p. 8.

Questo articolo è scritto da Douglas Sean O’Donnell ed è adattato dalla ESV Applying the Gospel Study Bible for Men.

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