Che cos’è la religione cristiana se le togliamo la nostra unione con Cristo?

La dottrina della nostra unione con Cristo è una questione teologica di importanza cruciale. Il fatto semplice è questo: senza la nostra unione con Cristo, il cristianesimo non vale niente. Non è la differenza tra la Coca-Cola originale e la Coca-Cola Dietetica, ma tra una qualsiasi Coca-Cola e nessuna bevanda. Questo diventa chiaro quando consideriamo la centralità, l’importanza e il significato di questa dottrina.

1. Centralità

Anche un rapido sguardo tra le pagine del Nuovo Testamento notiamo una verità sorprendente: il modo principale di parlare di un seguace di Gesù è diverso dal nostro. Il nostro termine abituale è “cristiano” e talvolta “discepolo” o “seguace di Gesù”. Tutti questi sono termini che troviamo nella Bibbia, ma la descrizione predominante di ciò che intendiamo quando parliamo dell’essere cristiani è la frase “in Cristo” e “in lui”. Al centro non c’è semplicemente il nostro rapporto con Gesù, ma la forma particolare che quel rapporto assume. Certamente lo seguiamo e siamo suoi discepoli, ma in modo ancora più fondamentale siamo uniti a lui — così strettamente che si può dire che siamo in lui (ed egli in noi). Paolo può scrivere che “chi si unisce al Signore è uno spirito con lui” (1 Cor. 6:17). Gesù dice: “Io sono la vite, voi siete i tralci. Chi dimora in me e io in lui, porta molto frutto” (Giovanni 15:5). La fede in Gesù ci unisce a lui. Siamo uno con lui, così che ora dimoriamo in lui e viviamo in lui. Questa relazione abbraccia in modo così totale la nostra vita cristiana che il linguaggio dell’essere uniti a Gesù ricorre un numero impressionante di volte nel Nuovo Testamento. Al contrario, la parola “cristiano” compare soltanto tre volte. Questo da solo dovrebbe farci riflettere su ciò che potremmo starci perdendo se il modo principale in cui la Scrittura parla di coloro che appartengono a Gesù è diverso dal nostro.

2. Importanza

Non è solo il fatto che il linguaggio dell’unione con Cristo sia onnipresente nel Nuovo Testamento; esso è anche teologicamente decisivo. Considera i seguenti testi:

Sia benedetto il Dio e Padre del nostro Signore Gesù Cristo, che ci ha benedetti con ogni benedizione spirituale nei luoghi celesti in Cristo.” (Ef. 1:3)


Se dunque uno è in Cristo, egli è una nuova creatura; le cose vecchie sono passate: ecco, sono diventate nuove.” (2 Cor. 5:17)


Colui che non ha conosciuto peccato, egli lo ha fatto diventare peccato per noi, affinché noi diventassimo giustizia di Dio in lui.” (2 Cor. 5:21)


Per lui ho rinunciato a tutte queste cose e le considero come tanta spazzatura, al fine di guadagnare Cristo e di essere trovato in lui.” (Fil. 3:8–9)


Poiché, come in un solo corpo abbiamo molte membra e tutte le membra non hanno una medesima funzione, così noi, che siamo molti, siamo un solo corpo in Cristo.” (Rom. 12:4–5)

Tutti noi desideriamo profondamente amicizia e legami profondi che nessuna relazione umana potrà mai pienamente offrire. Li abbiamo in Cristo.

Se la teologia cristiana è un ecosistema, l’unione con Cristo è come una specie chiave vitale; se è una casa, l’unione con Cristo è un muro portante. Non c’è alcuna benedizione da ricevere da Gesù senza essere uno con lui. Nessuna unione, nessuna benedizione. Neppure una. Con questa unione, abbiamo ogni benedizione, senza che ci manchi nulla. Attraverso l’unione con Cristo abbiamo la giustificazione. Al di fuori di essa, la giustizia di Dio resterebbe per sempre fuori dalla nostra portata e dalla nostra speranza. Ma in Cristo, ciò che è suo può propriamente diventare nostro, proprio come nel matrimonio ciò che appartiene all’uno appartiene propriamente anche all’altro.

3. Significato

Oltre all’importanza teologica, l’unione con Cristo ha anche un significato pratico e pastorale. Non riesco a pensare a nessun’altra dottrina che sia stata un balsamo così potente per la mia anima.

Tutti noi desideriamo profondamente amicizia e legami che nessuna relazione umana potrà mai pienamente offrire. Li abbiamo in Cristo. Possiamo avvolgerci in lui. Egli non ci deluderà mai e non smetterà mai di essere sufficiente per noi. Non si stancherà mai di noi e non sarà mai troppo occupato per accorgersi di noi. Ognuno di noi ha tutta la sua attenzione, in ogni momento. La sua unione con noi è il modo in cui egli adempie la promessa: “Io sono con voi tutti i giorni, sino alla fine dell’età presente” (Matt. 28:20). Tutti noi facciamo promesse a coloro che ci sono vicini e cari dicendo che “saremo sempre con loro”. Ma non possiamo mai davvero essere all’altezza di quelle parole. Io non posso esserci pienamente per nessuno, per quanto lo desideri o ci provi. Ma Cristo può. Non abbiamo bisogno di vivere neppure un solo momento della vita separati dalla sua presenza. E quanto più conosciamo la sua bontà, tanto più quella presenza acquista significato per noi.

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