Prospettive su Dio – Egli è il creatore

by Luca Palandri
12.28.2021

La premessa

Il tema della “creazione” non sembra essere di moda ai giorni nostri, quantomeno non lo è per la così detta cultura di massa. Oggigiorno è molto improbabile leggere un articolo di giornale o assistere ad un programma televisivo in cui si dibatta sul tema della creazione. Anzi, possiamo senz’altro dire che la stessa parola “creazione” sia caduta in disuso, quasi bandita dalle pubblicazioni “scientifiche”. Nei libri di scuola, dalle elementari alle superiori, al massimo si accenna ai “miti della creazione” delle antiche civiltà, dando per scontato che l’idea di un Essere che chiama all’esistenza e dà forma a tutto ciò che possiamo osservare in natura è un idea primitiva nata dalla fantasia di culture involute.
Insomma, l’opinione che va per la maggiore, è che la “Scienza” dal XIX secolo in poi ha dimostrato che il racconto biblico della Creazione è solamente una delle tante superstizioni sull’origine del mondo.
L’origine della vita e dell’intera realtà è un tema affascinante, che interseca teologia, filosofia e scienza: obbliga la filosofia e la teologia a mantenere il contatto con la realtà delle nuove scoperte scientifiche, e spinge la scienza al confine tra fisica e metafisica, cioè al confine tra la conoscenza che è osservabile, misurabile, verificabile sperimentalmente (la fisica, appunto) e la conoscenza che trascende gli elementi della realtà sensibile per comprendere le cause prime di ogni realtà.
Se l’uomo nell’età moderna è giunto alla conclusione che l’idea di un “Essere Creatore” non è più necessaria per la comprensione della natura, l’uomo “postmoderno” si è ulteriormente allontanato dal pensiero di un Dio Creatore assumendo una posizione agnostica: in fondo, alla fine di tutti i ragionamenti che sono stati fatti, non è possibile sapere con certezza se esiste o non esiste un Dio, un Essere Superiore, un’entità eterna ed assoluta fuori dal tempo e distinta dal mondo reale in cui viviamo e di cui facciamo parte. Dopotutto, si può anche vivere lasciando la questione in sospeso, senza darsi troppo la pena di dibattere un tema così controverso.
Eppure il tema della “Creazione”, cioè il domandarsi da dove ha origine l’intero universo che possiamo osservare con i nostri sensi, non solo è qualcosa che si ritrova in ogni cultura, in ogni area geografica in qualsiasi epoca storica, ma è anche stato oggetto di riflessione di menti brillanti che hanno senz’altro dato un contribuito importante al progresso della conoscenza in senso generale.
Voglio riportare alcune affermazioni di illustri pensatori in cui mi sono imbattuto nelle mie letture e che in un qualche modo mi hanno colpito per la capacità di esprimere il loro pensiero con estrema sintesi.

A. Einstein: “Voglio conoscere i pensieri di Dio, il resto sono dettagli” . Einstein era probabilmente un sorta di panteista (Dio tutt’uno con la Natura). Sebbene riconoscesse nella Natura una intelligenza, una volontà e una potenza che dovrebbero riferirsi ad un creatore, non era disposto ad accettare l’idea di un dio personale.
Il panteismo è dal punto filosofico un pensiero “monista” che riconosce una sola realtà metafisica fusa in un tutt’uno con la natura. Questa realtà, però, non implica nessun tipo di legame etico e religioso con l’uomo.

F. Schelling: “La creazione dal nulla è una croce per l’intelletto”
Schelling afferma che la Natura rappresenta l’aspetto oscuro e inconscio di Dio, un abisso profondo a partire dal quale però Dio emerge, rivelando se stesso come Persona e facendo trionfare la luce sull’oscurità. Le tenebre di per sé non sono un principio del male, ma piuttosto il fondamento attraverso il quale Dio si attua come causa sui, cioè causa di sé. È tuttavia in questo fondo oscuro che risiede la possibilità del male, che dunque non è un semplice non-essere, ma una potenzialità, che richiede di essere sconfitta.
Dio non ha creato dal nulla, ha creato a partire da una materia eterna. E’ una idea che ricalca la concezione di dio di Platone, cioè del Demiurgo che mette ordine al caos.
E’ un sistema di pensiero duale: per poter giustificare la presenza del male in una creazione che procede da un Dio che il nostro intelletto vuole perfettamente buono, occorre ipotizzare che la materia sia coeterna con Dio e non creata da Dio. Dio ha semplicemente messo ordine a questa materia creando un mondo sensibile, aprendolo inevitabilmente alla possibilità che questo mondo creato sia teatro della manifestazione del male.

Heinseberg: “Il primo sorso dal bicchiere della scienza ti rende ateo, ma in fondo al bicchiere ti aspetta Dio”
Heisenberg era un fisico ed un cattolico. A me piace molto questa frase perchè credo davvero che più l’uomo aumenta la propria conoscenza scientifica circa le leggi che governano i fenomeni naturali, più dovrebbe riconoscere i segni della gloria e dell’intelligenza di Dio. La dottrina cattolica della creazione postula la capacità naturale dell’uomo di conoscere Dio tramite la ragione. Cioè l’uomo, osservando e conoscendo la natura tramite l’uso corretto delle sue capacità razionali, dovrebbe pervenire automaticamente alla piena conoscenza di Dio. La storia delle religioni dimostra però che questo non è avvenuto.

Betrand Russell: “Evidenze non sufficienti, Dio, evidenze non sufficienti” . Era un ateo materialista.
Questa è la risposta che ha intenzione di dare qualora Dio stesso gli chieda conto della sua incredulità.
Per il materialismo non esiste alcuna entità spirituale o intelligenza creatrice, esiste solo una infinità di combinazione di atomi che definiscono sia quelle che chiamiamo leggi fisiche sia la nostra capacità di pensare quelle stesse leggi. Non esiste nessuna divinità, solo semplice materia. L’anelito religioso di tutte le culture nello spazio e nel tempo è solo il prodotto della malafede di pochi nel manipolare le masse ignoranti.
Le domande “da dove veniamo?”, “chi o cosa ha dato origine alla materia?”, “dove inizia il tempo?” non sono , però, domande riservate ai pensatori o ad un elite acculturata. Sono domande che prima poi ogni uomo si pone, e a cui ogni uomo/donna sceglie di dare o non dare risposta.

Cosa ci dice la Scrittura su questo tema?Il Salmo 33 ci offre delle importanti spiegazioni:

1 Esultate, o giusti, nel SIGNORE; la lode s’addice agli uomini retti.
2 Celebrate il SIGNORE con la cetra; salmeggiate a lui con il saltèrio a dieci corde.
3 Cantategli un cantico nuovo, suonate bene e con gioia.
4 Poiché la parola del SIGNORE è retta e tutta l’opera sua è fatta con fedeltà.
5 Egli ama la giustizia e l’equità; la terra è piena della benevolenza del SIGNORE.
6 I cieli furono fatti dalla parola del SIGNORE, e tutto il loro esercito dal soffio della sua bocca.
7 Egli ammassò le acque del mare come in un mucchio; rinchiuse gli oceani in serbatoi.
8 Tutta la terra tema il SIGNORE; davanti a lui abbiano timore tutti gli abitanti del mondo.
9 Poich’egli parlò, e la cosa fu; egli comandò e la cosa apparve.
10 Il SIGNORE rende vano il volere delle nazioni, egli annulla i disegni dei popoli.
11 La volontà del SIGNORE sussiste per sempre, i disegni del suo cuore durano d’età in età.
12 Beata la nazione il cui Dio è il SIGNORE; beato il popolo che egli ha scelto per sua eredità.
13 Il SIGNORE guarda dal cielo; egli vede tutti i figli degli uomini;
14 dal luogo della sua dimora osserva tutti gli abitanti della terra;
15 egli ha formato il cuore di tutti, egli osserva tutte le loro opere.
16 Il re non è salvato da un grande esercito; il prode non scampa per la sua gran forza.
17 Il cavallo è incapace di salvare, esso non può liberare nessuno con il suo gran vigore.
18 Ecco, l’occhio del SIGNORE è su quelli che lo temono, su quelli che sperano nella sua benevolenza,
19 per liberarli dalla morte e conservarli in vita in tempo di fame.
20 Noi aspettiamo il SIGNORE; egli è il nostro aiuto e il nostro scudo.
21 In lui, certo, si rallegrerà il nostro cuore, perché abbiamo confidato nel suo santo nome.
22 La tua benevolenza, o SIGNORE, sia sopra di noi, poiché abbiamo sperato in te.

La definizione
La Bibbia è piena zeppa di brani che parlano di Dio come creatore, sia nel nuovo che nell’antico testamento. Ci sono molti salmi oltre a questo (104, 139, 148..), ci sono capitoli interi nel libro di Giobbe (28, 38, 39) ci sono brani in Isaia (40, 42), Geremia ed altri profeti, c’è l’inizio della Genesi e il prologo del vangelo di Giovanni. Creare un quadro di sintesi di tutto richiederebbe molto tempo e sarebbe un impegno notevole perché oltre dare conto della completezza dell’insegnamento scritturale circa la dottrina della creazione, bisognerebbe mettere in luce la connessione con tutte le altre dottrine, quali quella della trinità, della sovranità di Dio, della redenzione e così via. Ci accontentiamo, allora, di mettere a fuoco alcuni punti attraverso il testo che abbiamo letto e alcuni altri brani che citerò nel corso dell’esposizione.

 

Dio crea dal nulla (Dio è diverso dalla creazione)
v.9 “Poiché egli gli parlò e la cosa fù; egli comandò e la cosa apparve”. L’insegnamento della Scrittura sulla creazione ci dice chiaramente che Dio dal nulla ha chiamato ad esistenza l’intero universo, dalla più piccola particella subatomica ad ognuna della galassie che possiamo contemplare nell’universo. Non esiste un principio, una materia, un’entità coesistente con Dio dall’eternità.
Per questo Dio è altro rispetto alla creazione, nessun materiale, oggetto, forma o fenomeno fisico appartenente alla natura può essere fatto coincidere con Dio, o può costituire una rappresentazione fedele di Dio. E’ vero che la scrittura insegna che le costellazioni ci parlano della gloria di Dio e che certi fenomeni fisici quali tuoni, lampi, terremoti .. testimoniano della sua potenza, ma nessuna di queste cose è Dio (Isaia 40:18-20, 25-26)
Nel momento stesso in cui noi con il nostro pensiero sovrapponiamo anche solo in parte l’idea di Dio con l’idea di natura, creiamo un idolo e annulliamo la distinzione tra Creatore e creatura.

 

Dio crea tramite la Parola

La Scrittura ci parla della creazione come di un atto trinitario. La creazione è stata stabilità da Dio Padre, tramite il Figlio e nella potenza dello Spirito.
Il racconto della Genesi è un racconto che parla della trinità: Genesi 1:2-3

lo Spirito di Dio aleggiava sulle acque…., Dio disse “Sia la luce” e la luce fù
Dio disse “facciamo l’uomo a nostra immagine e somiglianza” e non “faccio l’uomo a mia immagine e somiglianza”.

In particolare La Scrittura attribuisce allo Spirito di Dio la vita di ogni essere vivente:

Salmo 104:30 “Tu mandi il tuo Spirito e sono creati…
Giobbe 33:4 “Lo Spirito di Dio mi ha creato, e il soffio dell’onnipotente mi dà la vita

e attribuisce alla Parola di Dio (il Logos nel NT, la Sapienza di Dio nell’AT) un ruolo centrale nella creazione.

Giovanni 1:1-3 Ci dice che “la Parola era nel principio, la Parola era con Dio e la Parola era Dio…..ogni cosa è stata fatta per mezzo di lei…

Questa Parola al cui comando ogni cosa viene creata non è altri che Gesù Cristo, l’eterno Figlio di Dio, che ci ha insegnato a chiamare “Padre nostro” il solo vero Dio.

1 Corinzi 8:6 “tuttavia per noi c’è un solo Dio, il Padre, dal quale sono tutte le cose, e noi viviamo per lui, e un solo Signore, Gesù Cristo, mediante il quale sono tutte le cose, e mediante il quale siamo anche noi.”

Colossesi 1:16 “..poichè in lui sono state create tutte le cose che sono nei cieli e sulla terra, le visibili e le invisibili: troni, signorie, principati, potenze; tutte le cose sono state create per mezzo di lui e in vista di lui”

Dio crea con uno scopo
v. 11 La volontà del Signore sussiste per sempre, i disegni del suo cuore durano di età in età.

L’intero mondo è stato creato con uno scopo, Dio ha assegnato una finalità alla sua creazione e porta avanti il suo disegno. L’ordine della natura, la stabilità delle leggi fisiche, la vita delle persone e l’intero corso della storia non sono il prodotto casuale di una combinazione di atomi fattorizzata all’ennesima potenza di qualche miliardo di anni. La biologia ha un ordine voluto, la meccanica rispetta delle leggi fisiche stabilite, la vita di ogni uomo, inclusa la libertà che gli è concessa, è voluta da Dio

v. 15 ..egli ha formato il cuore di tutti, egli osserva tutte le loro opere..

E quale sarebbe questo scopo? E’ quello descritto nei versetti 4 e 5: Dio vuole imprimere la sua rettitudine, la sua giustizia, la sua fedeltà e la sua benevolenza all’intera creazione.

Colossesi 1:20 “Poichè al Padre piacque di fare abitare in lui (Cristo) tutta la pienezza (della sua perfezione) e riconciliare con sé tutte le cose in lui.”

 

Le conseguenze sul piano universale

Quali conclusioni possiamo trarre? Vediamone alcune, prima di tutto riflettendo sul piano più generale:

Dio è sovrano sulla sua creazione
Si, è vero, può essere che osservando il presente o studiando la storia constatiamo la presenza di disegni o volontà contrari alla Gloria e alla Santità di Dio. Ma per il Signore non è un problema rendere vano qualsiasi proponimento di qualunque potere politico, esercito, dittatore o potere economico che sia.
Apparentemente può sembrare che le cose accadano in virtù di prerogative umane o naturali.
Può sembrare che chi riesce a vincere le sfide della vita, chi resiste alle difficoltà, chi riesce a garantire la propria sopravvivenza e magari anche a garantirsi un certo tenore di benessere, lo faccia in virtù delle proprie capacità e della propria forza, ma non è così.

v.17 Il re non è salvato da un grande esercito, il prode non scampa per la sua forza, il cavallo è incapace di salvare…. e sopratutto nessuno è in grado di salvare sé stesso davanti alla giudizio di Dio.

La scrittura ci invita a considerare che solo Dio è onnipotente, che per quanto profonda possa essere la nostra conoscenza della biologia, della fisica quantistica, dell’astronomia o delle neuroscienze, Dio non ho mai comunicato la sua intenzione di abdicare la sua sovranità sul suo creato. L’uomo potrà anche approfondire la sua conoscenza della natura, anzi è un bene che lo faccia in virtù del mandato culturale di amministrare e governare nel migliore dei modi l’intero creato per conto di Dio, ma anche quando arriverà a comprendere i meccanismi più complicati della vita, Dio rimane l’unico proprietario di ciò che Lui solo ha creato dal nulla.

 

E’ necessaria una presa di posizione religiosa ed etica

E se il Dio Creatore rimane e rimarrà l’unico sovrano sulla sua creazione, allora la risposta alla domanda su quale sia la causa prima di tutto non può che essere una risposta religiosa con una profonda valenza etica.
Non può essere una risposta neutra, ci credo non ci credo, senza alcuna implicazione di tipo etico nei confronti della giustizia di Dio. O si riconosce Dio per quello che è e ci si sottomette alla sua volontà, al suo giudizio su ciò che bene e ciò che è male, e si collabora ai suoi scopi, oppure si rifiuta l’autorità di Dio, la sua richiesta di santità per relazionarsi a Lui, e ci si affida a qualche altro idolo, ad altri principi o sistemi di valori, rendendosi responsabili e colpevoli di ogni trasgressione alle sante leggi del solo vero Dio,
Il salmo 33, come tutti gli altri passi che parlano della creazione e che ho citato all’inizio, è intriso di questa consapevolezza. La consapevolezza che non si possa semplicemente osservare le opere di Dio senza avvertire la responsabilità di una scelta di fede verso di lui, trasuda da ogni versetto:

L’intero Salmo 104 è una descrizione poetica delle opere potenti di dio e della meraviglia che suscita la loro contemplazione. Eppure alla fine del salmo troviamo questa frase perentoria: “Spariscano i peccatori dalla terra e gli empi non siano più”

Perché? Perchè il vero autore del creato è un Dio Santo che chiama gli uomini a vivere in relazione con lui, invitando tutti a imitare la sua perfezione morale. Possiamo allora concludere che alla domanda “Chi ha creato il mondo? Qual’è la causa prima d ogni cosa?” la riposta non può essere né filosofica, né scientifica e nemmeno teologica, ma deve essere innanzitutto una risposta del cuore, una risposta religiosa. La conoscenza del Dio Creatore non può che procedere unitamente alle ginocchia piegate e all’adorazione di questo Dio.

 

Le conseguenze sul piano personale

Sarai ciò che adori: Romani 1:18-25. Scegli il tuo Dio e ti dirò chi sei, oppure ciò che diventerai. Inevitabilmente assomiglierai al Dio che hai scelto di adorare. Il meccanismo che illustra l’apostolo Paolo è terrificante. Ci dice che gli esseri umani, pur avendo in se stessi e nel creato un germe di religione e la capacità di riconoscere che esiste un Creatore, non ne hanno voluto sapere di approfondire questa conoscenza embrionale di Dio che Dio stesso ha posto in loro. Per poter vivere nell’empietà soffocano la verità dedicandosi all’ingiustizia fino al punto da assuefare la propria coscienza al male.
Raccontano menzogne a sé stessi per potersi rotolare sempre con sempre maggiore libertà nel fango del peccato, e finiscono per credere alle loro stesse menzogne fino ad avere una mente ottenebrata, incapace di riconoscere la verità. La cosa tragica è che Dio ad un certo punto li abbandona a se stessi. Lascia che loro desideri vengano esauditi.
Non possiamo alzare gli occhi al cielo, contemplare la grandiosa maestà e potenza di Dio e poi pensare che a Dio non interessi ciò che coltiviamo nel nostro cuore.

v. 13 Il Signore guarda dal cielo, Egli vede tutti i figli degli uomini; dal luogo della sua dimora osserva tutti gli abitanti della terra; egli ha formato il cuore di tutti (ha posto un seme di conoscenza di sé nel cuore di tutti) egli osserva tutte le loro opere (lascia libero l’uomo di scegliere chi adorare)

Il Dio Creatore è un Essere personale, che chiama la sue creature a vivere in relazione con lui in conformità alla sua giustizia e santità. E’ un Dio Sovrano sulla sua Creazione, che porta avanti i propri scopi e la sua Sovranità fonda la responsabilità della risposta dell’uomo.

 

Hai motivo di sperare

v.20 Noi aspettiamo il Signore; egli è il nostro scudo e il nostro aiuto. In lui certo si rallegrerà il nostro cuore perchè abbiamo confidato nel suo santo nome.

Il pensiero che la tua vita, la mia vita, non sia frutto del caso bensì dell’opera creatrice di un Dio sovrano che persegue scopi di giustizia, che ama essere fedele, giusto e benevolo verso le sue creature è un pensiero estremamente consolante.
Ognuno di noi può esaminare questa affermazione in relazione a se stesso, alla propria vita e alla propria storia.
Io non voglio nemmeno provare ad immaginare quali possano essere i problemi, le sofferenze, i traumi, i dubbi che possono aver segnato la vostra vita. Io conosco i miei. Per molti anni mi sono autocommiserato, mi sono sentito vittima di errori e di peccati altrui. Con gli anni ho imparato a ridimensionare la mia sofferenza. Ho imparato a distogliere lo sguardo da me stesso per accorgermi che la vita di tante persone è segnata da tragedie e sofferenze molto maggiori di quelle che posso aver sofferto io.
Il Signore ha creato la mia vita, ha fatto il mio cuore, conosce i miei pensieri, conosce i miei sentimenti, conosce i mie fallimenti, conosce il mio peccato… eppure rimane fedele nel suo proposito di generare rettitudine e giustizia nella mia vita.
Quale consolazione è sapere che vivendo nel timore di Dio è possibile sperare nella sua benevolenza. Quale conforto sapere dalla Scrittura che l’occhio del Signore è rivolto verso le nostre vite e che Egli si offre come nostro aiuto e nostro scudo. Quanto gioia si può sperimentare nell’affidarsi a Colui che ci ha donato la vita per attirarci a sè.
Che il Signore ci aiuti a fare nostre le parole dell’invocazione finale

v. 22 La tua benevolenza, o Signore, sia sopra di noi perché abbiamo sperato in te.

 

 

 

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