Gesù è il Volto del Padre: conoscendo Lui conosceremo anche il Padre. Questo è ciò che abbiamo detto nella prima sessione. Ora cercheremo di capire chi di fatto è Gesù. Dobbiamo comprendere quali qualifiche Egli ha per essere l’unico in grado di farci conoscere Dio. Quando in Matteo 11:27 Gesù dice: nessuno conosce il Figlio, se non il Padre; e nessuno conosce il Padre, se non il Figlio, e colui al quale il Figlio voglia rivelarlo, sta anche dicendo che questa relazione con il Padre nello Spirito è così profonda e intima che l’esistenza stessa prende vita da questo rapporto. Al cuore della conoscenza più grande che una persona possa mai acquisire sta proprio questa comunione di persone: Dio Padre, Dio Figlio nello Spirito. Una comunione eterna, a causa della quale non c’è un momento nella storia passata in cui Gesù non sia esistito in quanto Figlio. Similmente, non c’è neanche un momento nell’eternità passata in cui il Padre non sia esistito in quanto Padre.

So che ciò è difficile da capire, ma è fondamentale comprenderlo bene: prima che qualcosa o qualcuno venisse al mondo, prima che qualsiasi particella atomica prendesse forma, questa realtà di Dio la precedeva!

Se consideriamo tutto ciò nella forma più piena, capiamo che non solo la nostra conoscenza, ma TUTTO l’universo è frutto dei rapporti meravigliosi all’interno della vita comunitaria di Dio! La sorgente di tutta la vita sta qui, la ricerca di ogni forma di appagamento e delizia stanno qui! Occorre rifiutare l’idea che siamo solo un ammasso di carne e muscoli messi insieme da particelle chimiche (come credeva Stephen Hawkings), perché la coscienza, le emozioni che si agitano in noi, la violenza di certe sofferenze o malattie colpiscono non pezzi inermi, ma uomini e donne che vivono e che ricercano più di ogni altra cosa la propria felicità.

Gesù è fin dall’eternità il Figlio di Dio ed è dalla sua relazione esclusiva (ma non chiusa, bensì aperta) con il Padre che possiamo trovare la speranza di un senso ed uno scopo per la vita.